Il solito copione elettorale … ma la scelta tocca a noi!

Lecce comincia a esprimere una certa effervescenza, già da qualche giorno a questa parte, e di sicuro non è soltanto per l’aria di elezioni che oramai si può respirare a pieni polmoni. Forse qualcos’altro bolle in pentola, ma ne parlerò in futuro! Ad ogni modo diversi esponenti del mondo politico salentino e non, quei pochi movimenti giovanili presenti in loco, già si preparano a far sentire i loro programmi elettorali, le loro idee, ed esprimere un “vivace” sentimento di confronto nell’universo dello scontro politico certo molto “politicamente corretto”, ma a nostro avviso poco efficace. Perché? Innanzitutto la vivacità appare inserirsi in un monotono ripetersi di “performance” che sanno molto di campagna elettorale trita e ritrita (a parte qualche “guizzo” multimediale di qualche “garbato” giovane politico nostrano). Ci stiamo per abituare ad interventi quasi quotidiani su qualsiasi argomento, che vanno a toccare argomenti “esplosivi” come i fuochi d’artificio di capodanno (argomento sul quale mi schiero per il sano e responsabile divertimento fatto con moderazione), ma anche questioni piuttosto salienti come il piano del traffico, le aree verdi, l’occupazione giovanile e l’amministrazione (oppure la mancanza) dei fondi destinati alla cultura.

Sembra quasi che la sindrome dell’opinionismo di massa si sia diffusa capillarmente e in maniera virale soprattutto nella nostra classe dirigente, che in prossimità di elezioni diventa prodiga di incontri, attiva nell’organizzare e promuovere iniziative di svariata natura, indefessa nel presenziare anche al più piccolo aperitivo in qualche delizioso salotto della nostra Lecce Bene.

Ecco perché non mi posso esimere dal condividere con la cittadinanza qualche piccolo pensiero: sia a destra che sinistra (non c’è bisogno che faccio nomi tanto ci conosciamo tutti), tutti dicono “dobbiamo fare largo ai giovani”, dalla cultura alla politica (ma chissà perché a gestire risorse e relazioni sono guarda caso sempre le stesse facce da dieci anni a questa parte); tutti dicono si deve ridurre la disoccupazione in questa città, ma chissà perché la norma di ciò che accade sono episodi (naturalmente dovuti alle avversità del caso, ci mancherebbe!) di assunzioni a tempo determinato di qualche mese, e poi tutti a casa e chi s’è visto s’è visto; tutti dicono ci impegneremo per questo o per quel problema che soffoca il capoluogo salentino (dalla sbarra killer del sottopassaggio di viale Leopardi, al dissesto del manto stradale che sembra un groviera), ma poi le cose hanno un decorso che definire biblico è poco.

A mio avviso è giusto ora scendere in campo, come cittadini, come operatori culturali, come persone libere da “giochi di palazzo” ed esprimere una posizione che non sia suscettibile di ambiguità di alcun genere: non c’è né centro destra o centro sinistra, non ci sono valzer politici che tengano, se sceglieremo male chi ci dovrà rappresentare nei prossimi anni. E siamo sicuri che si debba scegliere solo all’interno di una rosa esigua di nomi ‘nuovi’ come quelli di Loredana Capone, Paolo Pagliaro, Sabrina Sansonetti, Carlo Salvemini e Paolo Perrone? (questo mio intervento è apparso sul Nuovo Quotidiano di Puglia a pag. 16 del 2/01/2012)

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