“Il giorno della fioritura” – Luciano Pagano (Ebook Musicaos.it)

Giorno della fioritura

 

 

“Il giorno della fioritura” – Luciano Pagano (Amazon.it)

http://www.amazon.it/Il-giorno-della-fioritura-ebook/dp/B00AY0QQEA#?_encoding=UTF8&tag=heaprcom05-20&linkCode=ur2&camp=1789&creative=390957

Così scriveva Luciano Pagano, nel suo romanzo d’esordio, intitolato “Re Kappa”, pubblicato nell’anno 2007: “Due giorni fa sono stato al Fondo, c’era un concerto di pizzica pizzica, ieri è stato un giorno terribile, mi sono successe un sacco di cose, se potessi sospendere il romanzo scriverei il racconto della giornata di ieri, ora dopo ora, con tutto quello che è successo, mi solleverei la coscienza dal furto con scasso e staccherei la spina dal romanzo che oramai ho deciso di non pubblicare più con Gastone Gallo né con altri.”. Il ‘Fondo’ in questione era il “Fondo Verri”, di Piero Rapanà e Mauro Marino, crocevia di storie, teatro, narrazioni, musica, spettacolo, sperimentazioni, immagini, cultura, tradizione, suoni e visioni, novità, luogo storico con le radici nella città di Lecce e i rami che ancora oggi arrivano in tutto il mondo. In quel luogo imaginifico, dalla fine degli anni novanta, l’autore approda mentre muove i primi passi nel mondo della scrittura, elabora una personale visione del mondo fatta di metissage e influenze, cultura e condivisione, ma soprattutto ‘gioco’ di saperi.

 

“Il giorno della fioritura”, scritto in parallelo al suo primo romanzo, cerca di restituire, così come l’ha vissuta il protagonista, l’atmosfera di quel periodo, gli incontri, le persone. È venuto il momento di pubblicare il resoconto di quel giorno, è venuto il momento di descrivere, ora per ora, che cosa accadde, in Salento, quel 16 giugno del 2005. Un ‘giorno particolare’ per un periodo particolare, nel quale il Salento fa da sfondo alle vicende del protagonista, appena uscito da un licenziamento bianco e pronto per raccogliere le proprie forze e contrastare la realtà di un precariato, quello salentino, che da dieci anni non conosce momenti di crisi.

 

“Il giorno della fioritura” è (anche) una dichiarazione d’amore nei confronti di uno degli scrittori preferiti dal protagonista, James Joyce e del suo capolavoro, l’Ulisse, che si

svolge proprio nel 16 giugno del 1904, esattamente un secolo e un anno prima degli eventi narrati ne “Il giorno della fioritura”.

 

Gli ebook di Musicaos.it

 

“Il giorno della fioritura” è il quinto degli ebook di Musicaos.it, la rivista elettronica che Luciano Pagano dirige dal 2004. Dopo anni dedicati alla pubblicazione di racconti, poesie, interventi critici e romanzi ‘elettronici’, scritti da decine e decine di autori, nel settembre del 2012 inizia la pubblicazione degli ebook di Musicaos.it, su Amazon, con “Il romanzo osceno di Fabio”, primo romanzo italiano scritto interamente in tweet, seguito poi da un’antiguida, “È facile smettere di scrivere, se sai come farlo!”, da Mignotta (graphic novel di Giovanni Matteo ispirata a un soggetto di Pier Paolo Pasolini, con postfazione di Luciano Pagano), e dalla versione bilingue del primo ebook pubblicato, intitolata “The obscene novel of Fabio – bilingual version”. (per saperne di più sugli ebook di Musicaos.it clicca qui: http://lucianopagano.wordpress.com/ebooks/)

 

Un estratto.

“Intanto Soldati borbotta qualcosa e, quando si toglie dal volto l’asciugamano, vedo che non ha più la lunga barba che si faceva crescere da due anni. Non ha resistito alla tentazione di tagliarsela, per vedere che cosa c’era sotto. Sì, Soldati è uno dei pochi scrittori che vive la sua autobiografia.” (Ennio Flaiano, Diario Notturno)

Ore 16.00/17.00

[…] Questa volta mi sveglio. Il sogno è finito. Mancano trenta minuti alle diciassette. Mi voglio fare una doccia, fa ancora più caldo. Abluzione del corpo, doccia calda, barba rasa – sono mesi che indosso un paio di baffi nei quali oramai non mi conosco più – capelli, acqua calda, fresco fuori, caldo dentro. Ho preso l’abitudine di farmi la doccia a quest’ora, è l’unico momento della giornata in cui riesco a rilassarmi sotto lo scroscio di acqua caldissima, anche a giugno. Il ventilatore in camera da letto rimane acceso, non c’è tempo per dormire nemmeno dieci minuti di più. Sono quasi le cinque, accompagno in ufficio la mia ragazza. Dopo aver smesso di fumare mio padre si riprese. Ritornò a lavoro come se nulla fosse. Nemmeno due giorni dopo ritornò a casa, entrò, agganciò il cappello al muro e buttò sul tavolo dell’ingresso/salotto una busta. Una confezione di Victors-Respira-Vivo da un chilo. Capisco di essere condannato a ripetere in eterno ritorno tutto ciò che è successo anche a lui, e al riguardo ho una teoria personale. Quando ero piccolo io e mio padre ci incrociavamo la sera tardi durante i giorni feriali, e, nei fine settimana, poche volte, è come se in quelle poche volte che ci siamo scontrati mi siano rimaste impresse alcune cose che adesso cerco di replicare, il tutto senza alcuna ansia d’Edipo, forse ho fumato per dieci anni per avere la soddisfazione di smettere e mangiare caramelle balsamiche, come un ossesso.

 

Da quando ho deciso di smettere ogni notte è un alzarsi alle tre oppure alle quattro, con lo stomaco in subbuglio e questa palla di aceto nella gola. Ho cominciato a fumare perché non avevo niente di meglio da fare. L’ho detto, a filosofia fumavano anche i muri, se un edificio potesse trasmettere un segnale, come un’antenna, se avesse una sua vita propria, con i suoi tic, le abitudini, allora il “Parlangeli” – come si chiama abbreviando – sarebbe un fumatore incallito, con le sue pareti in lega di alluminio e cemento armato, sulle quali si è appoggiato a strati lo smog dei miei ultimi dieci anni – il liceo che frequentavo è proprio qui dietro – le scale a chiocciola, con gli studenti seduti, ognuno con un libro aperto, ognuno con la sua sigaretta che pende dalle labbra, le rampe di scale come bronchi infiammati, gli studenti come alveoli, i mozziconi lasciati cadere e nascosti con la punta della scarpa perché non se ne accorga chi sale o chi scende le scale e trova qualcuno seduto e si scosta per non inciampare addosso ai pensieri. Quando ero iscritto al primo anno di corso non c’era nessuno che si sarebbe permesso di vietare il fumo all’interno dello stabile, al Parlangeli era impossibile non cominciare a fumare, non sarebbe bastato un esercito. C’erano le mattine passate a fumare fuori dell’aula di un professore, in attesa di concordare il programma d’esame, le mattine passate a fumare fuori della biblioteca al piano terra, insieme al bibliotecario, dopo aver preso in prestito un pacco di libri, le mattine di primavera, dopo che avevi appena bevuto un caffè al bar e ti mettevi lì, sul piazzale antistante, con i professori e gli studenti che arrivavano in bicicletta. La filosofia assomiglia a qualcosa di umano che soltanto in un posto del genere può continuare ad essere trasmesso con quel minimo di metodo necessario per capire che fuori, fuori dal Parlangeli, le persone non capiscono un cazzo. That there That’s not me [….]

Luciano Pagano

Luciano Pagano, nato nel 1975, vive a Lecce. Laureato in filosofia con lode nel 2002 (Edipo e Potere. Dall’Anti-Edipo alla Società del Controllo), dal 2004 dirige la blogzine “Musicaos.it”. Ha pubblicato due romanzi “Re Kappa” (Besa Editrice, 2007) e “È tutto normale” (Lupo Editore, 2010), oltre a numerosi racconti, articoli, interventi critici.

Info

“Il giorno della fioritura”, Luciano Pagano, 2013, Musicaos.it, pp. 120, €3

disponibile qui http://tinyurl.com/am8mx4h

e qui

http://www.amazon.it/Il-giorno-della-fioritura-ebook/dp/B00AY0QQEA#?_encoding=UTF8&tag=heaprcom05-20&linkCode=ur2&camp=1789&creative=390957

email: ebook[at]musicaos[punto]it

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