Squinzi alle forze politiche: no a facili promesse o passi indietro sulle riforme.

«Mi auguro che in questa campagna elettorale non si seguano pericolose scorciatoie fatte di facili promesse irrealizzabili o di avventurosi passi indietro rispetto alla strada delle riforme già intraprese». Giorgio Squinzi si rivolge così alle forze politiche in vista delle prossime elezioni. E lo fa sottolineando la realtà del Sud: «Il Mezzogiorno è già stato oggetto di promesse mai mantenute. Non possiamo permettere che avvenga di nuovo». L’occasione è stata infatti il convegno organizzato da Confindustria su “Gli investimenti infrastrutturali nella nuova politica di coesione».

Squinzi ha ricordato il divario del Sud: calo del Pil di quasi 24 miliardi di euro dal 2007 al 2011, investimenti fissi lordi di 8 miliardi inferiori a quelli del 2007, specie nelle costruzioni, -42,5 per cento. «Le recenti previsioni del Centro studi non lasciano spazio a facili ottimismi. In Italia e nel Mezzogiorno», ha detto il presidente di Confindustria

«Mi auguro che in questa campagna elettorale non si seguano pericolose scorciatoie fatte di facili promesse irrealizzabili o di avventurosi passi indietro rispetto alla strada delle riforme già intraprese». Giorgio Squinzi si rivolge così alle forze politiche in vista delle prossime elezioni. E lo fa sottolineando la realtà del Sud: «Il Mezzogiorno è già stato oggetto di promesse mai mantenute. Non possiamo permettere che avvenga di nuovo». L’occasione è stata infatti il convegno organizzato da Confindustria su “Gli investimenti infrastrutturali nella nuova politica di coesione».

Laterza: fondi strutturali contro il rischio desertificazione nel Mezzogiorno
Piano città, investimenti per 4,4 miliardi
Squinzi ha ricordato il divario del Sud: calo del Pil di quasi 24 miliardi di euro dal 2007 al 2011, investimenti fissi lordi di 8 miliardi inferiori a quelli del 2007, specie nelle costruzioni, -42,5 per cento. «Le recenti previsioni del Centro studi non lasciano spazio a facili ottimismi. In Italia e nel Mezzogiorno», ha detto il presidente di Confindustria.

Ci aspetta un anno difficile, ma l’Italia ha risorse e potenzialità per uscirne fuori. «La prima è proprio il Mezzogiorno». Bisogna riportare al 20 per cento la quota di Pil europeo legata al manifatturiero entro il 2020.

Per l’Italia Squinzi punta ad arrivarci nel 2018. «Una strada obbligata anche per il Sud, che deve riportare la propria quota di valore aggiunto derivante dal manifatturiero al di sopra del 12,6 per cento, «Proprio il picco pre crisi». Anche per contrastare il rischio di desertificazione industriale nel Sud, «in cui la vicenda Ilva e tanti casi di crisi industriale sono la testimonianza».

Squinzi ha dato atto al ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, di aver recuperato capacità di spesa, ma «come ha sostenuto anche il ministro, quelli messi in campo sono stati soprattutto interventi emergenziali». Basta emergenza, quindi, per il presidente di Confindustria. «Bisogna pensare al futuro. Individuare progetti a lungo termine e I fondi strutturali devono essere una parte essenziale di questo sforzo».

Nicoletta Picchio “Sole 24ORE”

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