In libreria E’ del forte l’ascolto di Carlotta Lezzi (Lupo editore)

Carlotta Lezzi

 

“Quest’opera è un perfetto esempio di sinolo di contenuto e forma. La forma dei componimenti è infatti un tutt’uno con la complessità di idee e sentimenti intricati, talvolta contraddittori, seppur nella loro lucidità. Non

a caso, da un lato, i componimenti sembrano come legati da un filo spinato, doloroso e forte allo stesso tempo, capace di tenere insieme pensieri tristi e violenti, illusioni e sogni infranti. Dall’altro lato è presente un’idea di leggerezza e di fragilità, principalmente nel desiderio, che stride fortemente con la dolorosa pesantezza inflitta dalle spine.

È evidente inoltre come l’io sia sospeso fra la chiusura nel proprio dolore e l’indugiare nella dolce illusione. La realtà esterna, che spesso si affaccia, è un qualcosa che quasi sfugge. Agli altri, alla loro freddezza e vacuità di giudizio, si contrappone stoicamente la profonda interiorità, che pur contorcendosi nel proprio tormento, dimostra una forza come pochi. Infatti, sebbene

debolezza e fragilità siano il lato più evidente dell’io, è sempre presente una forza latente che fa capolino nella disperazione. L’orgoglio di uno spirito che rivendica il proprio essere.” (Alberto Milone)

 

Carlotta Lezzi – Nasce a Lecce nel 1980. Intraprende studi classici, con particolare interesse per la filologia greca e il teatro antico. Vive tra Pisa e Lecce. All’età di 7 anni incontra la poesia di Lorca, che la spinge per la prima volta alla scrittura. Diverranno, col tempo, ragioni per continuare il suo percorso, il linguaggio ricercato di Claudia Ruggeri, l’uso delle figure retoriche di Giovanni Giudici e lo stoicismo etico di Eugenio Montale. Nel 2008 la sua lirica “Sei”, viene incisa sulla terrazza di Giulietta e Romeo a Verona; nel 2011 la sua lirica “Tu” viene inclusa nell’antologia “Diffusione Autore” a cura della GDS edizioni; nello stesso anno ha luogo la performance di poesia visiva con la lirica “De Profundis (Abissi mei)”, sul quadro “Danae”, con una grafia riproducente l’elettroencefalogramma, ad indicare una vita presente ed assente al tempo stesso.

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